
Gabriele Mandel Khân è il Vicario Generale (Khalyfa) per l’Italia della Confraternita sufi (Taryqa) Jerrahi-Halveti.
Quattro corsi di laurea (Linguistica; Lettere Classiche; Psicologia; Medicina e Chirurgia), tre specializzazioni, Dottorato di ricerca in Archeologia, diploma di violino e flauto.
Due Lauree Honoris Causa: Università Statale di Konya (Turchia) e Università Leibniz dello Stato di Santa Fé, New Mexico.
Co-fondatore e co-direttore dell’Università Islamica di Cordoba, già Rettore dell’Università Islamica âlBarî, membro dell’Accademia Islamica di Cambridge e di numerose accademie internazionali, ha ricevuto riconoscimenti da diverse università.
È stato docente di Archeologia, Architettura, Lingue e Letterature Straniere, Psicologia, Scienze Umane e Storia dell’Arte in diverse università e accademie (Torino, Milano, Brera, Bruxelles, Parigi).
Ha studiato incisione con Giulio Cisari diplomandosi all’Accademia di Belle Arti di Parigi con Henri Matisse, Edouard Goerg e Robert Cami. Ha studiato ceramica con Salvator Dalì, Armand Nakache e Leon Tutundjan.
Incisore, pittore e ceramista ha esposto in oltre trecento mostre personali in numerose città del mondo: Venezia (Biennale) Parigi, Liegi, San Paolo del Brasile, Tokyo, Nuova Delhi, Ankara, Konya, Samarkanda, Abu Dhabi, Kàbul, Amman, Milano, Crema, Lodi, Chiaravalle, Córdoba, Istanbul, Verona, Udine.
Numerosi riconoscimenti ricevuti in Italia e all’Estero (targhe, onorificenze ufficiali, premi d’arte), fra questi la Medaglia d’Onore della Città di Parigi, l’Ambrogino d’Oro del Comune di Milano, la Medaglia d’Oro del Presidente della Repubblica Pertini, il Premio Dag Hammarschkoeld per la Pace (consegnato da Sua Altezza Reale il Re di Spagna), Medaglia d’Argento della Resistenza ed Epopea Partigiana.
Come giornalista (espulso nel 1940 dall’Albo sindacale fascista perché figlio di madre ebrea) ha scritto oltre 1.800 articoli, ed è stato corrispondente, inviato speciale, redattore, direttore.
Collaboratore ad Enciclopedie e ad Opere enciclopediche d’Arte e di Cultura, presente soprattutto con poesie in numerose Antologie italiane, francesi e turche, è autore di 208 libri in diverse lingue e pubblicati in diversi paesi.
Da segnalare la sua versione del Mathnawì (sei volumi) e la sua versione del Corano, con testo arabo a fronte ed apparati filologici, storici e teologici, posta sotto l’alto patronato dell’UNESCO.
