La presenza di ebrei nella città di Andria risalirebbe forse al periodo normanno. Documenti attestanti le conversioni al cristianesimo di alcuni di essi sono datate 1294, in epoca angioina.

La comunità ebraica si incrementa nel periodo aragonese, quando ebrei tedeschi, di provenza e spagnoli immigrano nel territorio andriese perché scacciati per motivi religiosi da quelle terre.

L’invasione del Regno di Napoli da parte dei francesi prima e degli Spagnoli poi (1501), spinse molti ebrei ad emigrare da Andria verso città più tranquille. In quel periodo, inoltre, molti ebrei trovarono la morte nella terribile pestilenza che dimezzò la città di Andria. La giudecca di Andria, forse per questi motivi, scomparve dall’elenco delle giudecche presenti nel Registro percettore di Terra di Bari del 1507.

La presenza degli ebrei ad Andria è di nuovo documentata nel secondo decennio del 1500.

Assai significativo è il fatto che dai documenti esistenti non è giunta l’eco di controversie e attriti per motivi di fede tra il piccolo nucleo ebraico e la stragrande maggioranza cristiana di Andria che in quel periodo viveva sotto Francesco II del Balzo, momenti di grande fervore religioso. L’assenza di ostilità si deve soprattutto all’utilità delle prestazioni operate dai membri della comunità ebraica formata da commercianti, banchieri, agricoltori e medici e grandemente riconosciuti dalla comunità cristiana andriese.

Di questa presenza rimane ancora oggi il ricordo in Via Giudea che si snoda tra Via C. Colombo e Via Fellecchia. La via si trovava anticamente a ridosso delle mura nei pressi di Porta Nuova.

(tratto da EBREI E CRISTIANI NOVELLI IN PUGLIA. LE COMUNITA’ MINORI, autore Cesare Colafemmina)


 

UNIONE DELLE COMUNITA' EBRAICHE ITALIANE